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Benvenut* tra dubbi(e)verità

 

Il sito di Monica Amici dubbieverità si propone di indagare i metodi umani di acquisizione delle certezze e le possibilità di dubitare di esse alla luce di nuove conoscenze  derivate dall'indagine approfondita delle basi su cui  poggiano.

 


 

Perché alcune espressioni non passano mai di moda? Perché nel 2011 si pensa ancora che le donne facciano la calzetta o che la debbano fare? Come può sopravvivere nella società il modello della “donna che fa la calzetta” quando ormai non credo esista alcun prototipo vivente in grado di rappresentarla veramente?

Perché anche la legge sulla promozione della parificazione tra uomo e donna della Provincia autonoma di Bolzano ritiene che si debba usare un linguaggio rispettoso dell’identità di genere, intendendo per rispettoso quel linguaggio che dà visibilità alla donna sul piano linguistico? E già, perché? Perché la legge al suo interno usa continuamente termini come assessora, lavoratrice, elette? Non sarà sminuente per la donna essere chiamata architetta o assessora o ingegnera? Non sarà per sancire un’ulteriore sconfitta per le donne? Si saranno sentite svilite e frustrate le prime pittrici quando invece di sentirsi chiamare pittori si sono sentite chiamare pittrici? E le scrittrici, e le scultrici, come avranno reagito? Si saranno sentite fiere e orgogliose o vergognose e sconfitte?

Perché di sessismo nella lingua italiana si parla dal 1987 e da allora nulla è cambiato, come nulla cambia nella nostra posizione del World global gender gap (nel 2010 al 74esimo posto)?

Perché un testo scritto nel 1674 sull’educazione delle donne mi sembra un libro di fantascienza? Perché ho la sensazione leggendo i grandi pensatori e le grandi pensatrici del passato che si stia andando indietro e che il progresso sia alle mie spalle invece che di fronte a me?

Perché quando si intervista una donna l’aspetto e la vita personale debbono trovare sempre ampio spazio? Perché un’architetta viene chiamata architetto e quando, forse per sbaglio, si usa il termine “architette” ci si aggiunge il sostantivo “donne”, come se i lettori e le lettrici non sapessero riconoscere un termine femminile da uno maschile? Architette donne, architetti maschi; forse una nuova frontiera grammaticale?

Tante domande, tanti dubbi, poche certezze nella

Newsletter di Febbraio


 

In rispetto di questa prima dichiarazione dubbi(e)verità non darà mai nulla per acquisito e definitivo ma si baserà sui dati della ricerca scientifica attraverso i quali cercherà di mettere in luce le pseudo-conoscenze acquisite in forma passiva e date per vere: abitudini verbali, pregiudizi e stereotipi.
 
In questo sito verranno periodicamente pubblicati articoli di approfondimento estratti da articoli di giornali, trasmissioni  televisive, cartelloni pubblicitari e qualsiasi altro segmento della comunicazione interpersonale che ci aiuti a capire l'incidenza degli stereotipi o/e dei pregiudizi nella nostra società.

 

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